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Consigli pratici: guida alla manutenzione del corredo

Suggerimenti e trucchi, vecchi e nuovi, per mantenere i capi di corredo e biancheria per la casa belli come appena acquistati.

 

 

GUIDA AL LAVAGGIO

Come si lava un capo pregiato di biancheria?

 

Istruzioni generali

I capi di biancheria molto pregiati si lavano necessariamente in acqua, lasciandoli a lungo in ammollo, perché le macchie si ammorbidiscano.

Si lavano poi in lavatrice, che è molto più delicata del lavaggio a mano, escludendo la centrifuga.

Se rimane qualche macchia (e il capo è bianco) si passa uno strofinaccio imbevuto di 3 parti di acqua e 1 di candeggina sul capo bagnato, tamponando per 5 minuti al massimo.

Si ripete il lavaggio subito dopo.

 

I Merletti

Lasciare a lungo in ammollo, lavare a mano. Non strizzare, ma avvolgere in un asciugamano e tamponare delicatamente l’eccesso di acqua.

Usare la candeggina con grande prudenza: tamponare appena un attimo e poi risciacquare abbondantemente.

 

 

GUIDA ALLE MACCHIE

Come si tolgono le macchie quando non si può candeggiare?

 

Istruzioni Generali

Quando il capo non è bianco la candeggina è sconsigliabile, meglio provare con rimedi classici e “trucchi” delle nonne.

Mettere il capo in ammollo prima possibile: tutte le macchie fresche si possono eliminare, mentre è molto più difficile quando si sono asciugate.

Se si usano smacchiatori chimici specializzati (ce ne sono di ottimi) è bene fare una prova in un angolo, magari di un tovagliolo, per saggiare la reazione del tessuto e del colore.

 

 

Ad ogni MACCHIA il suo RIMEDIO

 

Capi ingialliti: non resta che rimediare con il perborato e l’acqua caldissima (anche 60 gradi per i tessuti bianchi e non oltre 40 gradi per gli altri). Il perborato cancella anche le macchie vecchie, che tendono a “rifiorire” nei capi lasciati troppo a lungo nel cassetto.

Evitare l’ingiallimento, comunque, è molto semplice: usate tutti i vostri capi a rotazione almeno un paio di volte all’anno e resteranno sempre freschi.

 

Ruggine: tamponare la macchia con un prodotto antiruggine o acido ossalico, oppure succo di limone caldo. In seguito lavare con un detergente.

 

Striatura di ferro da stiro: acqua ossigenata, eventualmente addizionata con un po’ di ammoniaca.

 

Muffa: ammollo di 24 ore e successivo lavaggio.

 

Cacao e cioccolato: macchia fresca: acqua molto calda; macchia secca: ammorbidente con glicerina  e sciacquare con acqua e alcool mescolati.

 

Caffè o tè: acqua e sapone, strofinare con pasta pre-lavaggio e lasciar agire una notte, oppure comportarsi come per le macchie di cioccolato.

 

Erba e fiori: 2 parti di alcool e 1 di ammoniaca, strofinando leggermente con una pezzuola.

 

Grassi e sughi: prima del lavaggio cospargere del talco sulla macchia, dopo un’ora spazzolare e procedere al lavaggio.

 

Latte, panna, gelato: lavare in giornata, senza lasciare che la macchia si secchi. Se succede, provare con ammoniaca (diluita in acqua per tessuti delicati).

 

Olio: cospargere la macchia con del talco, lasciare agire per almeno 1-2 ore e poi spazzolare.

Passare quindi sulla macchia del sapone di Marsiglia e procedere al lavaggio del capo.

 

Pomodoro: preparare una soluzione di acqua e ammoniaca (1 litro di acqua e 4 cucchiai di ammoniaca). Con la soluzione tamponare la macchia dopo aver appoggiato la parte da trattare su un telo ripiegato. Strofinare con il sapone di Marsiglia e procedere al lavaggio del capo.

 

Uovo: lavare in acqua fredda e sapone di Marsiglia, se la macchia persiste, prima di ripetere il lavaggio, immergere il capo in acqua e ammoniaca.

 

Vino, frutta: se non si può candeggiare, strofinare le macchie con sale e limone, ma soprattutto intervenire con un lavaggio in giornata; se si può candeggiare, smacchiare i capi con acqua fredda e poi acqua calda e candeggina, se la macchia è vecchia usare acqua ossigenata e ammoniaca.

 

Zucchero, liquori: acqua e sapone (e molta pazienza se la macchia è vecchia, perché è necessario un lungo ammollo).

 

Cera di candela: mettere il tessuto tra due fogli di carta assorbente e stirare. Il residuo si pulisce con trementina o benzina.

 

Rossetto: picchiettare sulla macchia senza strofinare con una miscela di etere e alcool.

 

 

GUIDA ALLA STIRATURA

Un capo perfettamente stirato non è difficile da ottenere come sembra, se seguite le nostre istruzioni.

 

Un corretto lavaggio in lavatrice senza centrifuga è la premessa per una facile stiratura.

Questo è particolarmente importante per i capi, che hanno bisogno di una stiratura impeccabile per sembrare sempre come nuovi.

Dopo aver estratto il capo dalla lavatrice, lo si lascerà sgocciolare il più possibile steso per qualche decina di minuti, un’ora al massimo.

I capi vanno stirati completamente stesi ed aperti, senza piegarli.

Lino, misto lino, organdis devono essere stirati molto bagnati per ottenere buoni risultati.

Tutti i capi si stirano tassativamente dal rovescio perché il tessuto non diventi lucido e perché i merletti mantengano la loro rigidezza.

È  bene, durante la stiratura, stendere i merletti su un panno di flanella morbido, così che possano affondare ma mantenere il loro spessore.

 

 

GUIDA ALL’ARMADIO

Come riporre, conservare, profumare la biancheria perché sia sempre perfetta e facile da trovare.

 

Attrezzare l’armadio

L’armadio (o gli scaffali destinati alla biancheria) andrà foderato di carta, preferibilmente lavabile, in modo da mantenere facilmente la più rigorosa pulizia.

In una casa romantica, si possono ingentilire gli scaffali con piccoli pizzi. Ovviamente staccabili, in modo da poter essere lavati almeno due volte l’anno.

Volendo fare una casa d’altri tempi, si può prevedere un rivestimento in tela, col merletto cucito alla fine da appoggiare su ogni scaffale, in modo che il merletto ricada d’avanti.

Per maggiore praticità nell’estrazione dei capi, è bene trovare il modo di fermare la stoffa allo scaffale.

 

Organizzare l’armadio

La biancheria deve essere opportunamente divisa: tavola, bagno, letto.

Si divideranno anche i capi di maggior utilizzo da quelli destinati ad occasioni speciali.

I capi usati poco frequentemente possono essere avvolti in una carta velina, per proteggerli dalla polvere e dall’ingiallimento.

Se sono numerosi, per riconoscerli a colpo d’occhio sarà bene scriverne la descrizione su un’etichetta.